Cartoline da Cuba
“L'articolo critica l'atteggiamento della sinistra internazionale nei confronti di Cuba, evidenziando come la solidarietà possa risultare ipocrita in un contesto di repressione e povertà. Viene descritto il contrasto tra il lusso degli attivisti e la miseria del popolo cubano.”
Non vorremmo essere accusati di cinismo, ma ieri, mentre arrivava a L'Avana la flotilla internazionale partita dal Messico per contrastare il blocco energetico imposto dagli Stati Uniti, pensavamo che forse 'sti poveri cubani farebbero volentieri a meno di tutto questo afflato umanitaristico che vuole riportare il comunismo proprio a chi vorrebbe liberarsene.
Negli ultimi giorni il popolo di Cuba ha dovuto sorbirsi: la solidarietà della sinistra internazionale che - va bene l'utopia socialismo reale, ma l'individualismo reale è meglio - se ne sta al Gran Hotel Bristol Meliá, un cinque stelle lusso, mentre la città fa la fame. Poi un concerto tutto decibel e fratellanza - di una band irlandese a sostegno dell'isola, mentre l'isola è senza elettricità. Un celebre rapper con addosso, tra collane e denti d'oro, un valore pari al Pil di Cuba che si fa i selfie coi bambini di strada. Un meraviglioso spettacolo allestito dal regime per il convoglio di influencer occidentali, scorrazzati a vedere un Paese che resiste e un popolo che jamás será vencido. E persino la figlia di Che Guevara usata come testimonial del glorioso passato dell'isola. Pacchetto all inclusive.
Come ha fatto notare…
