L’incerto impatto inflattivo della guerra
“L'articolo analizza l'impatto della guerra in Iran sui mercati energetici e sull'inflazione in Europa, evidenziando i rischi economico-sociali che potrebbero derivarne.”
La deflagrazione del conflitto in Iran ha rapidamente fatto sentire i suoi effetti sul mercato dei beni energetici, portando a un incremento del prezzo di petrolio e gas. Da questo aumento di costo derivano rilevanti rischi per l’economia europea, posta la perdurante dipendenza del vecchio continente da fonti energetiche fossili importate dall’estero. In tal senso, alcuni analisti e membri delle istituzioni hanno ventilato la possibilità di assistere nei mesi a venire a una crescita dell’inflazione che potrebbe dar vita a una dinamica simil-stagflattiva. Uno scenario che, qualora dovesse concretizzarsi, genererebbe importanti ripercussioni economico-sociali, ponendo la Banca Centrale Europea davanti a scelte non certo facili.
Un nuovo shock energetico?
Dal momento dell’attacco israelo-americano nei confronti di Teheran, il prezzo del petrolio ha sperimentato notevoli oscillazioni, passando da 65/70 dollari al barile a un massimo di 120 dollari; andamento affine è quello registrato dal gas, giunto sul mercato TTF di Amsterdam a toccare un picco superiore ai 60 euro al megawatt/ora. Questi dati sono diretta conseguenza della chiusura – quantomeno parziale – dello stretto di Hormuz…
Tutti gli effetti della guerra in Iran sulla politica economica. Scrive Zecchini
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