Tutti gli effetti della guerra in Iran sulla politica economica. Scrive Zecchini
“L'articolo discute gli effetti negativi della guerra in Iran sull'economia globale, con particolare attenzione all'inflazione e ai mercati finanziari, evidenziando l'incertezza per le economie europee.”
L’acuirsi del conflitto nel Golfo Persico insieme al perdurare della guerra al confine orientale dell’Ue impartisce una svolta più decisamente negativa all’economia delle principali aree rispetto all’avvio dell’attacco. Manda all’aria e in ancor più grande incertezza gli iniziali programmi macroeconomici delle maggiori economie sviluppate e le spinge a investire maggiormente nella difesa e sicurezza con effetti incerti per la crescita. L’impatto negativo non risparmia neanche le economie emergenti, che al pari delle altre devono fare i conti con le ripercussioni negative sui prezzi e sulla domanda.
L’Europa pur rimanendo al di fuori del conflitto, ne sta pagando le conseguenze in termini di perdita di una parte significativa degli approvvigionamenti energetici, di importanti mercati di sbocco, di aggravio dei costi dei trasporti, di rottura delle catene di fornitura di input essenziali per la produzione agricola e industriale. I mercati finanziari stanno subendo perdite significative con un calo dell’indice S&P 500 del 5,4% dall’inizio dell’attacco all’Iran, ovvero in meno di un mese, e dello Stoxx Europe 600 del 9,6%. I tassi d’interesse sui titoli di debito governativi puntano v…
L’incerto impatto inflattivo della guerra
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