Le bugie sulla guerra nel Golfo
“L'articolo analizza la guerra in corso nel Golfo, evidenziando le sue conseguenze devastanti e l'instabilità economica globale, con particolare attenzione alla situazione in Iran e alle reazioni dei Paesi europei.”
L’ennesima “guerra-lampo”, pietosa bugia che sempre racconta chi la comincia, si avvia al primo mese di devastante durata. Il taccuino di Guiglia
Come se niente fosse, l’ennesima “guerra-lampo”, pietosa bugia che sempre racconta chi la comincia, si avvia al primo mese di devastante durata. Ma dall’attacco israeliano-americano in Iran iniziato il 28 febbraio molte cose sono cambiate, e non in meglio.
Basti dire che Teheran, pur con un regime decapitato e una popolazione oppressa che anela soltanto alla pace nella libertà, ha colpito una base anglo-americana dell’isola britannica Diego Garcia nell’oceano Indiano.
A ben 4mila km di distanza. Molto oltre il raggio d’azione possibile che si accreditava agli ayatollah. Per tacere dell’incendio che divampa in Medio Oriente con missili che vanno e vengono tra Israele, Libano e Paesi del Golfo. A volte senza neppure capire da dove partano.
Dunque, tralasciando il pur doveroso conto dei morti e feriti, delle distruzioni e dell’inevitabile “odio chiama odio” che genera ogni conflitto, da quel 28 febbraio il mondo è meno sicuro. E le economie globali, cioè il costo quotidiano che gli incolpevoli cittadini e consumatori pagano per le guerre…
L’unità occidentale alla prova della guerra nel Golfo. L’analisi di Castellaneta
Tutti gli effetti della guerra in Iran sulla politica economica. Scrive Zecchini
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