Sigaro toscano, tra identità da tutelare e normativa UE che rischiano di penalizzarlo
“L'articolo esplora la storia e l'importanza del Sigaro Toscano, recentemente riconosciuto come marchio storico di interesse nazionale, e le sfide normative che affronta a livello europeo.”
C’è un filo scuro, quasi bruciato, che attraversa la storia industriale italiana e profuma di Kentucky. Parte dalle campagne, passa per le manifatture e arriva fino ai tavoli europei, dove oggi si discutono le regole future. È il filo del Sigaro Toscano, che da poco ha incassato il riconoscimento dell’Antico Toscano come marchio storico di interesse nazionale: un sigillo che certifica più di un prodotto, un pezzo di identità.
Dentro le manifatture, questa identità ha ancora un ritmo. È quello delle sigaraie. Non colpisce solo la velocità dei loro movimenti, ma la grazia di gesti che sembrano immutati. Già nell’Ottocento, quando le manifatture del tabacco erano tra i pochi luoghi di lavoro stabile per le donne, le sigaraie furono protagoniste di un percorso di emancipazione raro per l’epoca. Scioperarono, si organizzarono, rivendicarono diritti, salari più equi e addirittura un asilo nido interno allo stabilimento – costruendo una coscienza collettiva che avrebbe lasciato traccia nella storia del lavoro italiano. A Lucca diventarono un pilastro sociale, economico e culturale ben al di là della fabbrica. Oggi quelle mani lavorano ancora il tabacco come allora. Accanto a macchinari m…
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