L’affluenza al referendum è una lezione ai partiti: quando il voto conta, i cittadini partecipano
“L'articolo sottolinea come l'alta partecipazione al referendum sia un messaggio per i politici riguardo l'importanza del voto e critica le attuali leggi elettorali che limitano la partecipazione. Si auspica una riforma che ripristini il voto di preferenza diretto.”
di Sergio Ciliegi
Io credo che l’alta partecipazione al voto, decisiva sull’esito del referendum, sia anche una lezione/messaggio per tutti i politici, da destra a sinistra, nessuno escluso. Quando i cittadini sanno che il loro personale voto conta, vanno a votare. Se invece percepiscono, non a torto, che il loro voto conta poco o nulla – come nel sistema elettorale vigente per la Camera, con liste bloccate che escludono il voto di preferenza, che in pratica assegna un sostanziale potere di nomina ai capi dei partiti – tendono a non partecipare al voto solo per confermare scelte già fatte con le liste bloccate, alimentando la disaffezione al voto politico in generale.
Vedasi, ad esempio, la palese disaffezione al voto politico in Veneto, certificato dallo scarto tra l’alta partecipazione al voto referendario e la minore partecipazione al voto per le contestuali elezioni suppletive per la Camera.
Il prossimo appuntamento di rilievo in Parlamento sarà la legge elettorale. Mi auguro che tutti i partiti che da destra a sinistra hanno votato e sostenuto l’abolizione delle preferenze e le liste bloccate della legge elettorale Mattarella, chirurgicamente mantenute nelle successive, una…
Una botta di affluenza al referendum
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