Immigrazione

Migranti, via libera del parlamento Ue ai “return hubs” nei Paesi terzi: vince la “dottrina Meloni”

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Francesca Galici)·26 marzo 2026 alle 09:52
ARTICOLO

Il Parlamento europeo ha approvato una direttiva sui rimpatri che modifica radicalmente la gestione dei migranti, dando priorità al rimpatrio coercitivo e ampliando le possibilità di individuare Paesi di ritorno, inclusi Paesi terzi.

Con il voto garantito dall’asse Ppe-Ecr-Patrioti, che a Bruxelles ha definitivamente sostituito la “maggioranza Ursula”, il Parlamento europeo ha dato il via libera con 389 voti a favore 206 contrari e 32 astenuti all'avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri. Si tratta di un ulteriore, fondamentale, passo verso il definitivo cambio di paradigma per la gestione dei migranti nell’Unione europea. Dopo gli anni di ideologia professati dalla sinistra europea socialista e progressista, che ha di fatto lasciato che in Europa entrasse chiunque, impedendo rimpatri sistematici e massivi di soggetti senza i requisiti di permanenza, ora l’Unione europea ha deciso di cambiare rotta. La gestione finora condotta non è più sostenibile per il welfare europeo e dei singoli Paesi, il numero di stranieri senza necessità di assistenza e asilo è enorme e serve un piano comune per i rimpatri.

Il testo, di cui l’esponente di Fratelli d’Italia Luca Ciriani è stato uno dei relatori, amplia le possibilità di individuare un “Paese di ritorno", includendo non solo il Paese di origine ma anche Paesi terzi. È il principio alla base del patto Italia-Albania, già preso come esempio da diver…

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