Giustizia

“Io, arrestato e archiviato dopo 12 anni, voterò No al referendum: è un colpo di mano politico”: intervista all’avvocato anti-Sindona Giuseppe Melzi

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Carlo Giorni·20 marzo 2026 alle 15:02
ARTICOLO

Giuseppe Melzi, avvocato noto per la sua storia di malagiustizia, esprime il suo voto contrario al referendum sulla giustizia, definendolo un colpo di mano politico che compromette l'autonomia giudiziaria.

“Una riforma radicale della giustizia dovrebbe essere adottata, ma io voterò No a questo referendum e alle modifiche costituzionali proposte. Lo considero un ‘colpo di mano’ politico che stravolge i principi costituzionali della Repubblica e indebolisce l’ordine giudiziario nel suo insieme e ne compromette l’autonomia e l’indipendenza”. Chi parla è Giuseppe Melzi, uno degli avvocati più noti di Milano, noto per aver difeso negli anni Settanta i piccoli risparmiatori vittime del crac della Banca privata italiana di Michele Sindona, fondatore della Casa della Carità di don Virginio Colmegna, amico di padre David Turoldo, promotore nel settembre del 2023 di un convegno su don Milani, al quale parteciparono, tra gli altri, Gad Lerner, Piercamillo Davigo, il frate Ermes Ronchi, insomma una figura di spicco del cattolicesimo milanese progressista.

La sua dichiarazione di voto per il No non stride, appare scontata, se non fosse che Melzi è stato protagonista – suo malgrado – di una storia che in qualche appuntamento dei sostenitori del Sì – e non solo – sarebbe il prototipo della storia di “malagiustizia”. “Si è trattato di un devastante procedimento durato 12 anni – racconta Melzi – 9 m…

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