Pene severe contro i furbetti del Reddito di cittadinanza: anche la Consulta dice sì. Chiuse tutte le polemiche
“La Corte costituzionale ha confermato la legittimità delle pene severe per i furbetti del reddito di cittadinanza, rigettando le obiezioni sulla loro sproporzione. La sentenza sottolinea l'importanza di sanzioni dissuasive per tali condotte.”
Le pene previste per i furbetti del reddito di cittadinanza non sono incostituzionali. A chiarirlo è stata la Corte costituzionale con una sentenza che ha dichiarato «non fondate» le questioni di legittimità sollevate da un giudice che riteneva le pene da 2 a 6 anni sproporzionate rispetto alla falsificazione dei documenti e alla indebita percezione del reddito.
Sì della Consulta alle pene severe per i furbetti del reddito di cittadinanza
Nell’ordinanza di rimessione rigettata dalla Consulta era stata denunciata, da un lato, l’«intrinseca sproporzione della pena prevista» e, dall’altro, la sua «manifesta irragionevolezza o sproporzione in riferimento alle pene previste per il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato» e per le «circostanze aggravanti del delitto di truffa».
Legittima «una sanzione dotata di adeguata efficacia dissuasiva»
La Corte costituzionale, però, non la vede così e ha escluso «l’intrinseca sproporzione», evidenziando «la natura circoscritta della fattispecie incriminatrice» e il fatto che «il minimo edittale di 2 anni di reclusione, pur costituendo una sanzione severa per le condotte contemplate da tale disposizione, non può essere c…

