Economia

Trattativa Poste-Tim: senza rete, ma con una base clienti rilevante. Il prezzo resta una criticità

FONTE
Il Riformista
Angelo Vaccariello·25 marzo 2026 alle 12:40
ARTICOLO

L'articolo analizza l'offerta pubblica di acquisto di Poste Italiane su Tim, evidenziando le sfide legate alla valutazione dell'asset e le potenziali sinergie tra le due aziende.

Poste Italiane prova a prendersi Tim, ma questa volta senza la rete. Ed è un dettaglio tutt’altro che marginale. L’Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) lanciata dal gruppo guidato da Matteo Del Fante vale 10,8 miliardi di euro, mista tra contanti e azioni, e punta a costruire un grande polo integrato tra telecomunicazioni, servizi finanziari e digitale. A differenza di quanto accadeva in passato, l’asset più strategico – la rete fissa – oggi è fuori dal perimetro di Tim, dopo la cessione a un consorzio guidato da Kkr con la presenza di Cassa Depositi e Prestiti. È da qui che bisogna partire per capire davvero il senso dell’operazione.

Operazione

Tim, oggi, è una società dei servizi. Ha clienti, piattaforme, competenze industriali e una presenza forte nel mobile e nel segmento enterprise. Ma non controlla più l’infrastruttura. Questo significa che l’operazione di Poste non è un ritorno dello Stato nella rete, ma un tentativo di costruire un campione nazionale dei servizi digitali, sfruttando le possibili sinergie tra due grandi basi clienti e due modelli di business complementari. L’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha scelto parole misurate: “Sarà il merca…

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TONONeutro/Informativo
PERSONE
Matteo Del Fante
Pietro Labriola
ENTI E ISTITUZIONI
Cassa Depositi e Prestiti
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