Iran, tra restrizioni e informazione. Ecco la prima guerra dell’era dei social media
“L'articolo esplora come le restrizioni imposte dai governi durante il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran limitino la diffusione di informazioni, rendendo difficile per l'opinione pubblica comprendere la situazione attuale.”
Siamo in piena era social media, sommersi da immagini e video sia veri sia generati con l’intelligenza artificiale. Eppure dal primo grande conflitto che coinvolge gli Stati Uniti e Israele contro l’Iran si hanno meno informazioni di quelle ricevute durante la guerra in Vietnam. Ci troviamo di fronte a una vera e propria black box, una scatola nera informativa, così la definisce una accurata analisi di Bloomberg.
Mentre in Vietnam, ricorda l’approfondimento, i giornalisti avevano quasi accesso illimitato alle zone di guerra, oggi, pur vivendo in un mondo iperconnesso, questo non accade più. In Iran, nelle settimane successive all’intensificarsi delle ostilità, le autorità hanno imposto blackout quasi totali di internet. La misura ha interrotto gran parte della comunicazione in uscita e ha limitato la possibilità di documentare gli attacchi sul territorio.
Quando il primo marzo, a ormai conflitto in corso, sono stati colpiti gli Stati del Golfo da Teheran, in molti hanno fotografato e filmato gli attacchi. Ma in base alla legge degli Emirati Arabi Uniti, che proibisce di diffondere materiale che potrebbe compromettere la sicurezza del Paese, tanti turisti sono stati incriminati di…
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