Guerra all’Iran: scarse certezze, tanti dubbi
“L'articolo analizza le conseguenze della guerra contro l'Iran, evidenziando le incertezze e le motivazioni politiche di Stati Uniti e Israele. Viene sottolineata la determinazione di Netanyahu nel contrastare le capacità militari iraniane.”
Sangue, distruzioni e sconvolgimenti nell’economia mondiale, ecco il bilancio di tre settimane di guerra contro l’Iran. Il conflitto scatenato da Israele e Stati Uniti ha prodotto molti dubbi e pochissime certezze. Tra queste c’è la determinazione di Benjamin Netanyahu nel ridurre al minimo le capacità militari iraniane, indipendentemente da scenari politici successivi. Per Israele è una guerra esistenziale contro un nemico storico. Il primo ministro ci pensa da decenni, ma era sempre stato frenato da Washington, da presidenti sia repubblicani sia democratici. Con Donald Trump le cose sono andate in un altro senso. Luce verde all’attacco frontale contro siti e missili di Teheran e all’eliminazione fisica dei vertici del sanguinario regime iraniano, anche senza una strategia precisa circa gli obiettivi finali del conflitto.
Motivazioni di Stati Uniti e Israele
Gli Stati Uniti sono in guerra per scelta e per convinzione, non perché trascinati da Israele. Lo dimostrano le linee di comando. Ad esempio, è impensabile che bombardamenti come quello contro il giacimento di gas iraniano di South Pars siano effettuati senza il supporto attivo degli americani. Trump può anche negare che le…
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