Diritti e Società

La Chiesa, le "cose nuove" e la necessità di cercare un equilibrio fra tecnologia e umano

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Giulio Dellavite)·22 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza il documento della Santa Sede 'Quo vadis humanitas?' che affronta le sfide etiche dell'intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di un equilibrio tra tecnologia e umanità.

«Quo vadis humanitas?», «Dove vai umanità?», è il titolo in latino di un documento della Santa Sede pubblicato in questi giorni che parla di intelligenza artificiale. Purtroppo, a mio avviso, ha avuto poca risonanza. La provocazione viene da un’antica tradizione. L’apostolo Pietro - si narra - per paura di essere ucciso scappa da Roma. Sull’Appia Antica (dove oggi c’è la chiesetta appunto del «Quo vadis») gli appare Gesù. Al suo stupore «Dove vai, Signore?», si sente rispondere: «Vado a Roma a farmi crocifiggere di nuovo perché tu stai scappando». In questa riflessione la domanda si ribalta, nell’orizzonte che caratterizza il nuovo Papa. Il predecessore nel nome Leone, il XIII, aveva affrontato la «rivoluzione industriale» offrendo l’enciclica Rerum novarum, «A riguardo delle cose nuove», fondamento della dottrina sociale della Chiesa. Il Santo Padre attuale ha scelto questo nome - ha spiegato lui stesso - proprio per la sua attenzione e passione verso quella che oggi è la «rivoluzione digitale», interpretando le dinamiche dell’Intelligenza Artificiale come le attuali «cose nuove, rerum novarum». Il sottotitolo che accompagna Quo vadis humanitas? è molto denso: «La sfida epocale de…

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ENTI E ISTITUZIONI
Santa Sede
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