La crisi spinge i carburanti. Si riduce l’effetto accise. Lo spettro del caro-voli
“L'articolo analizza l'impatto della crisi nel Golfo sui prezzi dei carburanti in Italia e le misure temporanee adottate dal governo, evidenziando i rischi economici futuri legati all'energia.”
Roma, 23 marzo 2026 – La crisi nel Golfo, con Hormuz tornato a essere il collo di bottiglia dell’energia mondiale, ha già prodotto in Italia un primo effetto molto concreto: il sollievo promesso dal decreto carburanti si sta consumando più in fretta del previsto. Il taglio delle accise deciso dal governo vale fino ai primi di aprile ed è costato circa 417 milioni, ma l’aumento del costo industriale dei prodotti petroliferi sta già rosicchiando lo sconto alla pompa. Trump: "Lo Stretto di Hormuz? A noi non serve, se ne occupi l'Europa"
I dati diffusi ieri mostrano un gasolio medio a 1,976 euro al litro e la benzina a 1,717, con punte ancora più alte in autostrada: il Mimit, non a caso, ha confermato inoltre nuovi controlli e la riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi. Il punto politico ed economico è che il governo ha comprato tempo, non ancora stabilità. Se lo choc energetico proseguisse, l’Italia dovrebbe scegliere se prorogare gli aiuti, con nuove coperture da trovare, oppure lasciare che l’aumento dei listini si trasferisca interamente su famiglie e imprese.
La Bce, del resto, ha già fissato il perimetro: le eventuali risposte fiscali devono essere temporanee, m…
Repubblica Economia