La gatta, la prostituta, la vacanza in Sicilia: le storie nascoste dentro le canzoni di Gino Paoli
“L'articolo celebra la vita e le opere di Gino Paoli, un importante cantautore italiano, raccontando aneddoti legati alle sue canzoni e alla sua esistenza.”
Se n’è andato Gino Paoli, uno degli ultimi giganti del cantautorato italiano, un artista che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione di uno degli ultimi baluardi, forse il più solido, della cultura pop del Paese. Un artista fondamentale che ha lasciato talmente tanti capolavori, entrati nel DNA letterario di ognuno di noi, da potersi permettere di saltare a pié pari lo stesso concetto di morte, per la seconda volta dopo quel tentato suicidio nel 1963 che lo costringerà per tutta la vita a vivere con un proiettile fermo vicino al cuore. Solo una delle tante storie che hanno caratterizzato la storia di un personaggio che, in certi casi lo sappiamo, ascoltando le sue canzoni possiamo nitidamente immaginarlo, ha stritolato la vita fino ad assaporarne i gusti più intensi. Così i suoi più noti capolavori sono impregnati di quell’aura epica che ha sempre guidato la sua vita, traduzione di una vita vissuta ma anche di un modo di viverla. Queste le storie dietro qualcuno di questi.
La Gatta (1955)
Si, quella gatta esisteva davvero, era siamese e viveva con Gino Paoli e la prima moglie Anna Fabbri in una casa-soffitta nel borgo di Boccadasse, in Salita Santa Chiara. «Non si stacca…
Gino Paoli, qual è la vera storia del brano “La gatta”
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Libero Quotidiano