Abbandonare l’energia russa: la guerra complica tutto
“L'articolo analizza come il conflitto in Iran e le sanzioni contro la Russia stiano influenzando i prezzi dell'energia in Europa, creando instabilità nel mercato energetico.”
Il paese più sanzionato dal mondo occidentale sta emergendo come il silenzioso vincitore di una guerra in cui non era direttamente coinvolto. Il conflitto in Iran sta facendo impennare i prezzi dell’energia: nei primi giorni del conflitto, il Brent ha raggiunto i 100 dollari al barile, mentre il gas naturale in Europa è balzato da circa 30 a 50 EUR/MWh. Numeri lontani dal picco di oltre 350 EUR/MWh toccato dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ma sufficienti a destabilizzare il mercato energetico europeo, e nessuno lo sa meglio di Mosca.
Perché i prezzi salgono
Una fiammata dei prezzi di petrolio e gas in seguito a tensioni in Medio Oriente è quasi una costante storica. Questa volta, però, non si tratta di un semplice rialzo: è un’impennata alimentata da due fattori. Il primo è il blocco totale dello Stretto di Hormuz, attraverso cui nel 2025 transitava il 25% del commercio marittimo globale di petrolio e circa il 20% degli scambi di gas naturale liquefatto (GNL). Il secondo sono gli attacchi diretti alle infrastrutture energetiche: raffinerie e impianti in Qatar, Arabia Saudita e Israele sono stati costretti a fermare la produzione, riducendo l’offerta globale al di sotto dei liv…
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