Un freno alle bollette con le centrali a carbone, il piano B del governo. Il ministro Pichetto Fratin: «Pronte subito: ma a una condizione»
“Il governo italiano sta considerando la riattivazione delle centrali a carbone per fronteggiare l'aumento dei prezzi energetici, con il ministro Pichetto Fratin che sottolinea la gravità della situazione per l'industria manifatturiera.”
L’esecutivo non esclude nulla di fronte all’impennata dei prezzi energetici legata alla crisi iraniana. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato in un colloquio con La Stampa che le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi potrebbero tornare in funzione nel giro di pochissimo tempo: «Possono essere operative anche subito, basta un decreto». La condizione, però, è che il prezzo del gas si stabilizzi oltre i 70 euro, altrimenti la riattivazione non reggerebbe economicamente. Intanto il governo temporeggia sugli stoccaggi, scommettendo su un’inversione della curva dei prezzi nei prossimi mesi.
Industria manifatturiera sotto pressione, chi si salva e chi no
Pichetto Fratin ha ribadito quanto sia grave l’attuale situazione per il tessuto produttivo italiano: «L’impatto per la nostra industria manifatturiera è devastante». A cavarsela, secondo il ministro, sono le aziende che hanno puntato su contratti a prezzo fisso, oggi al riparo dalle oscillazioni di mercato. Un segnale che il disaccoppiamento tra costo del gas e bollette elettriche, nei fatti, è già praticabile per chi ha saputo muoversi in anticipo. Sul fronte della sic…

