Perché Quotidiano Nazionale non pubblica il video del 13enne che ha accoltellato la sua insegnante

“L'articolo discute la decisione del Quotidiano Nazionale di non pubblicare un video di un accoltellamento avvenuto in una scuola, sottolineando l'importanza della responsabilità etica dei media nel trattare temi di violenza, specialmente quando coinvolgono minori.”
Se c’è una cosa difficile da fare, quando fai cronaca, non è decidere che cosa scrivere, ma che cosa non scrivere. E, in questi tempi in cui i fatti e le notizie vengono raccontati soprattutto con le immagini, ancora già difficile è decidere, ogni giorno, cosa far vedere e cosa no, cosa sia giusto proporre a chi si fida dell’informazione che fai e che cosa, invece, sia meglio evitare, pur sapendo che con questo perdi clic, visibilità, perfino soldi.
È successo anche ora. È successo quando, prima sui social e poi nelle redazioni di tutta Italia, ha cominciato a circolare il video realizzato dal bambino (sì, il bambino, perché a 13 anni sei ancora un bambino) che ha accoltellato la sua professoressa, riducendola in gravi condizioni.
Noi abbiamo deciso di non pubblicarlo, quel video. E lo abbiamo deciso dopo esserci confrontati con franchezza, per capire se davvero questo documento fosse indispensabile al lettore per capire che cosa fosse accaduto, e perché. La risposta che ci siamo dati è semplice: no, non è indispensabile.
E se una cosa non è indispensabile, quando si ragiona di vita e di morte, quando si racconta la vita di un bambino di 13 anni, allora è meglio - anzi, è dovero…
Ecco perché il FattoQuotidiano non pubblicherà il video del 13enne che accoltella la professoressa
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