Gratteri, ultimo flop. Assolta la candidata che venne arrestata e tolta dalle liste
“L'articolo racconta la vicenda di Veronica Biondo, politica di Forza Italia, assolta dopo un arresto per voto di scambio mafioso, evidenziando le ingiustizie subite e le implicazioni politiche del caso.”
È un caso che fa scuola. Vita e carriera politica distrutte in 96 ore. Venti giorni agli arresti domiciliari. Il suo volto finisce sullo schermo di Crozza, al programma Fratelli di Crozza. Ne parlano Travaglio e tutti i media nazionali. La pagina social del M5s non perde tempo: "Questa vicenda racconta un sistema di potere e criminalità".
A sei mesi di distanza (due giorni fa) la Corte di Cassazione spazza via l'inchiesta della Procura di Napoli, al cui timone c'è il frontman del No Nicola Gratteri, che ha travolto, nell'ottobre scorso, Veronica Biondo, politico di Forza Italia. Al Giornale si sfoga: "È stata un'ingiustizia, i miei genitori non capivano cosa stesse accadendo con i finanzieri in casa, gli amici da Milano vedevano il mio volto in tv. Un inferno". Il 22 ottobre 2025, Veronica Biondo, vicesindaco di Santa Maria a Vico, comune campano, viene arrestata con un'accusa pesantissima: voto di scambio mafioso alle ultime elezioni comunali. Si scoprirà che quel clan (citato nelle carte) si è estinto quando Veronica aveva tre anni. I giudici della Cassazione seppelliscono l'indagine, bollando il ricorso dei pubblici ministeri come "inammissibile". Il Riesame demolisce Gip e Pm,…
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