Prof accoltellata dallo studente: “Il decreto Sicurezza? Per un adolescente non è un deterrente, la repressione non basta”: dal pedagogista al cappellano, le opinioni degli esperti
“L'articolo analizza un episodio di violenza scolastica e critica l'approccio repressivo del governo, suggerendo invece un intervento educativo e di ascolto per gli adolescenti.”
“Il Decreto Sicurezza entrato in vigore da fine febbraio non serve perché per un adolescente non è un deterrente. Non c’è un’esplosione della violenza ma della sofferenza dei nostri ragazzi”. Dopo l’ennesimo brutale episodio registrato a Trescore Balneario dove un tredicenne ha accoltellato una professoressa 57enne, dal pedagogista al cappellano del carcere minorile al magistrato e all’avvocato esperto di legislazione scolastica la voce è unica: la repressione evocata in queste ore dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che chiede di “approvare rapidamente le norme contro la criminalità giovanile” non è sufficiente a contrastare il fenomeno dell’uso delle armi bianche. E’ necessario mettere in campo altro. Per Daniele Novara, pedagogista, fondatore del centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti, la scuola deve adoperare strumenti che sappiano gestire i litigi per “trasformare Pinocchio in un bambino”. A sentire l’ex magistrato Vittorio Teresi che da anni incontra i giovani nelle scuole va vietato il cellulare fino a 14 anni. Don Domenico Cambareri, cappellano al carcere minorile del “Pratello” a Bologna chiede che gli adolescenti vengano ascoltati di…
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