Istruzione

Basta perbenismo: Schettini ha dimostrato che si può essere docenti senza essere per forza martiri rassegnati

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Speaker's corner·23 marzo 2026 alle 05:32
ARTICOLO

L'articolo analizza il caso del professor Vincenzo Schettini, evidenziando come il successo di un docente possa generare indignazione sociale e discutendo l'importanza della meritocrazia e del riconoscimento del valore culturale degli insegnanti.

di Francesco Nicolaci

Mentre la fisica ci insegna che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, la cronaca italiana ci dimostra che ad ogni successo individuale corrisponde un’ondata di indignazione mediatica proporzionale all’invidia sociale generata. Il “caso” del professor Vincenzo Schettini è l’ennesimo capitolo di logica equina (Leo Strauss docet) che non cerca la verità, ma la doxa superficiale consacrata in falso storico.

Il paralogismo su cui poggia l’intera impalcatura accusatoria è elementare quanto fallace: se un docente ha successo fuori dalle mura scolastiche, allora sta mercificando l’istruzione o, peggio, ricattando i propri discenti. È il rovesciamento del sensatamente reale.

Prendiamo il paradosso del docente-musicista. Se un insegnante di educazione musicale – classe AM30 (ex A030) – alle medie, è anche un concertista affermato che riempie i teatri e vende i propri album, che genera milioni di visualizzazioni sul canale youtube con clip strumentali e lezioni di storia musicale, la società vi riconosce un’eccellenza meritocratica e culturale che nobilita l’istituzione e l’istruzione. Nessuno griderebbe allo scandalo se quel docente invitasse i…

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