Politica Estera

Stretto di Hormuz, piano a sei per la riapertura: c’è anche l’Italia

FONTE
Lettera43
Redazione·19 marzo 2026 alle 15:18
ARTICOLO

L'articolo riporta l'annuncio di un piano a sei nazioni, tra cui l'Italia, per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz, in risposta agli attacchi attribuiti all'Iran. La nota congiunta sottolinea l'importanza della libertà di navigazione e il rispetto del diritto internazionale.

Condannando con forza gli attacchi attribuiti a Teheran nel braccio di mare, Downing Street ha annunciato un piano a sei per garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Oltre al Regno Unito, i Paesi che si sono dichiarati pronti a contribuire al piano sono l’Italia, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi e il Giappone.

Keir Starmer e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La nota congiunta

«Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, nonché di conformarsi alla risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», si legge in una nota congiunta. «La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale». E poi: «Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sui più vulnerabili. Accogliamo con favore l’impegno delle nazioni che si stanno adoperando nella pianificazione».

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TONONeutro/Informativo
PERSONE
Keir Starmer
Giorgia Meloni
Toshimitsu Motegi
ENTI E ISTITUZIONI
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
LUOGHI
Stretto di Hormuz
Regno Unito
Italia
Francia
Germania
Paesi Bassi
Giappone
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