Non li hanno visti arrivare: i giovani della Gen Z contro la demagogica ipocrisia di Meloni
“L'articolo sottolinea come il voto della Gen Z abbia avuto un impatto significativo sul recente referendum, evidenziando la loro partecipazione attiva e le differenze rispetto alle generazioni precedenti.”
Hanno votato. E questo, già di per sé, è una notizia. Quelli della Gen Z sono andati alle urne il 22 e 23 marzo e sono stati determinanti sul risultato, facendo quello che sondaggisti, consulenti di comunicazione e i guru delle segreterie di partito non avevano messo in conto. Tra i 18 e i 34 anni il no ha stravinto con stime intorno al 60 per cento dei voti, e la partecipazione è stata del 67 per cento (nonostante le difficoltà dei fuorisede), a fronte di un’affluenza nazionale al 58,9 per cento. Non li hanno visti arrivare, si è detto. Non si è capita la dirompente portata del loro voto. E si sono espressi con una precisione chirurgica che ai genitori, boomer o Generazione X che si battevano per le grandi ideologie novecentesche, non è mai riuscita. Senza nostalgie, bandiere o stanche liturgie, ma con una croce il cui significato travalica la materia del contendere.
Festeggiamenti a piazza Barberini, Roma, per la vittoria del no al referendum sulla giustizia (foto Ansa).
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È stato, forse per la prima volta, un voto politico e insieme generazionale. Parliamo di ragazzi che studiano con i soldi propri o con quelli dei genitori,…
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Youtrend: 'La generazione Z in massa alle urne per dire no'
HuffPost Italia
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