Dal "Sì, cambiamo" al "No". Prodi, D’Alema, Letta: ecco i peggiori della settimana
“L'articolo analizza le contraddizioni di vari politici di sinistra riguardo alla riforma della giustizia, evidenziando come molti di loro abbiano cambiato idea rispetto a posizioni precedenti. Viene criticato il fatto che ora si oppongano a riforme che un tempo sostenevano.”
Amici del Podio, questa settimana non possiamo non dedicare tutta la nostra rubrica al referendum sulla giustizia. Lo so, sarete un po’ stufi, ma ascoltate: vi facciamo vedere tutte le contraddizioni della sinistra. Tutti quelli che si auspicavano che la giustizia cambiasse, venisse riformata e, invece, oggi hanno cambiato idea. Il motivo? Beh, perché a riformarla è un governo di centrodestra. Andiamo per ordine!
Al terzo posto del Podio Romano Prodi. Il vecchio leader della sinistra avrebbe voluto cambiare la giustizia già nel 2007 con un disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere. Oggi, invece, si dice contrario. Com’è possibile? Eppure, a sinistra sembrano non essere molto lucidi. Come il Pm Hanry John Woodcock che il 4 aprile del 2021 disse: “I Pm sono abituati a vincere facile: il loro compito è persuadere un giudice che è già in perfetta sintonia con i loro argomenti perché si è formato alla loro stessa scuola”. E che dire, invece, del paladino del “No” Nicola Gratteri? Beh, lui diceva il 10 giugno 2021 che “la mamma di tutte le riforme deve essere quella del Csm - perché - ll sorteggio è l’unico modo per togliere potere alle correnti.” Oggi anche lui s…
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AGI Politica