Ostruzionismo politico e chiamate alle armi. L’Italia è confinata nel suo sistema bipolare
“L'articolo critica la polarizzazione politica in Italia, evidenziando l'incapacità di produrre un consenso su temi importanti come il referendum, e mette in discussione la capacità del centrosinistra di affrontare le sfide attuali.”
I risultati del referendum hanno premiato il No, e questo è un fatto incontrovertibile. È altrettanto vero che la campagna elettorale a cui abbiamo assistito è stata, senza ombra di dubbio, una delle più politicizzate della storia recente di questo Paese, in cui il merito della questione referendaria è stato solamente sfiorato da pochi individui o testate giornalistiche. Stanti così le cose, viene da porsi una domanda, provocatoria ma non troppo: può ancora esistere, nel mondo iper-polarizzato di oggi, una maggioranza qualificata?
I grandi quesiti referendari degli anni ’70, pensiamo al divorzio come all’aborto, temi ovviamente diversi rispetto ad una riforma costituzionale, sia chiaro, goderono di un amplissimo supporto nel Paese, indipendentemente dalla parte politica, perché, nonostante le enormi differenze tra i partiti, era possibile arrivare al merito della questione e saper votare di coscienza propria. Ad oggi, nell’Italia del secondo trimestre 2026, riusciamo a pensare ad un singolo tema, qualsiasi esso sia, eccezion fatta per rigurgiti populisti come il taglio dei parlamentari, sul quale ci si potrebbe ragionevolmente attendere un sostegno bipartisan?
Per come è stata co…
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