Dal pratone all'abbazia i luoghi sacri di Umberto. "La storia vivrà con noi"
“L'articolo descrive la commemorazione di Umberto a Pontida, evidenziando il legame tra la sua figura e la cultura locale, con un focus sull'importanza storica e sociale del luogo.”
nostro inviato a Pontida (Bg)
Le campane rintoccano mezzodì e lassù sul campanile il santo sente il vento. I reduci di Pontida ti raccontano che bisogna seguire lui per capire dove butta il tempo. Se guarda il monte si annuncia pioggia, a Est è bufera e a Ovest verrà la primavera e se mira verso il paese sicuramente il tempo regge, se invece sta in diagonale come adesso, tanto che sembra un alfiere sulla scacchiera? Allora, dicono, è semplice: sta ancora decidendo. Non bisogna mettere fretta agli apostoli. Se sei cresciuto nelle terre di "sancti benedicti", sotto Montecassino, lì dove il monachesimo è cominciato, l'abbazia di San Giacomo ti fa sentire un po' a casa anche se non sei lùmbard. È stata messa su dai benedettini, in questo caso cluniacensi, quindi di ispirazione francese, ma con il passare degli anni deve essersi immiserita, con pezzi di edilizia anni '60 che gli è cresciuta a fianco, clandestina. La facciata con le colonne neoclassiche e le bandiere del Sole delle Alpi davanti al portone di legno scuro non stonano più di tanto, un lenzuolo bianco con la scritta verde dice senza fronzoli: "Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi". Il pratone è a meno di un chilo…

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