Istruzione

La scuola non è più il feudo della sinistra

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Linkiesta
Andrea Minuz·24 marzo 2026 alle 03:45
ARTICOLO

L'articolo analizza come la scuola italiana abbia perso il suo tradizionale legame con la sinistra, evidenziando un cambiamento culturale e ideologico significativo nel panorama educativo.

Diciamolo subito: non c’è più la scuola di sinistra di una volta. Fino a poco fa si denunciava l’oppressione dell’egemonia puntando l’indice sulla scuola pubblica, la grande startup del progetto gramsciano. Fortilizio ideologico, baluardo sindacale, perimetro inviolabile delle coscienze democratiche e antifasciste: la scuola pubblica! Quello era il vero fronte. Quanti libri, articoli, interventi, pamphlet contro ogni tentativo di «aziendalizzazione», contro ogni «alternanza scuola-lavoro», celebrando i maestri di provincia, gli insegnanti solitari che combattono l’abbandono scolastico con la sola forza della passione, in un paesino di montagna, con la neve, la tormenta, le scarpe rotte.

La scuola fucina della critica antiborghese. C’è stato un tempo in cui «in tutti i licei di tutte le scuole d’Italia», ricordava Beniamino Placido, gli studenti sapevano che infilando una citazione di Adorno «gravida di fiero disdegno verso l’industria culturale» avrebbero reso felice il professore e garantito a sé stessi un bel voto. Disprezzare la cultura di massa era sintomo di intelligenza raffinata e acuta. A volte la citazione era proprio quella tratta da Minima Moralia, una condanna sprezzan…

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