Politica Estera

Missili, mine e barchini: ecco quali sono i rischi della possibile missione Usa nel Golfo

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Valerio Chiapparino)·21 marzo 2026 alle 09:25
ARTICOLO

L'articolo analizza le possibili operazioni militari degli Stati Uniti nel Golfo Persico, con l'invio di Marines per garantire la sicurezza delle rotte commerciali e contrastare l'Iran. Si evidenziano i rischi e le implicazioni strategiche di tali azioni.

Donald Trump preme su collaboratori e alleati affinché trovino il modo di riaprire lo Stretto di Hormuz. La sua migliore opzione, scrive il Wall Street Journal, potrebbero però essere i Marines degli Stati Uniti. Sono migliaia le forze Usa aggiuntive che in queste ore, su ordine del commander in chief, sono dirette in Medio Oriente, pronte ad unirci ai circa 50mila militari statunitensi nella regione. I primi rinforzi, appartenenti alla 31esima Unità di Spedizione dei Marines, raggiungeranno l’area entro la fine della prossima settimana a bordo della USS Tripoli mentre il capo della Casa Bianca ha già ordinato per aprile l’invio di altre migliaia di Marines con la USS Boxer.

Stando a quanto riportato dal quotidiano americano, Washington potrebbe impiegare i Marines per conquistare una o più isole al largo della costa meridionale dell’Iran, da usare come leva o come base per contrastare gli attacchi del regime degli ayatollah nello Stretto. Gli Stati Uniti potrebbero impadronirsi dell’isola di Kharg, dove Teheran gestisce il 90% del suo traffico petrolifero, per convincere la Repubblica Islamica a liberare Hormuz. Un altro obiettivo strategico potrebbe essere l’isola di Qeshm, all’…

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