La conferma dell'autopsia: come sono morti gli anarchici Ardizzone e Mercogliano
“L'articolo riporta i risultati dell'autopsia di due anarchici morti in un'esplosione a Roma, evidenziando le circostanze della loro morte e le reazioni del mondo anarchico, compreso il divieto di un raduno commemorativo.”
Stanno emergendo i primi esiti dell’autopsia condotta sui corpi dei due anarchici morti nel casale abbandonato di Roma nel tentativo di fabbricare una bomba. Pare che a maneggiare l’ordigno ad alto potenziale rudimentale fosse Alessandro Mercogliano: il suo corpo, infatti, è stato dilaniato dall’esplosione e amputato del braccio, il che indica che era il più vicino alla bomba. Sara Ardizzone, invece, è morta per il crollo del tetto derivante dalla deflagrazione e non per le ferite dirette riportate dalla bomba. Entrambi, hanno stabilito i medici legali, sono morti sul colpo. Pare, inoltre, che l’esplosione sia avvenuta la sera prima del ritrovamento, il che coincide con le testimonianze di alcuni soggetti che avrebbero sentito un boato nella notte.
Nel frattempo il mondo anarchico si sta organizzando per domenica, per commemorare i “compagni” che, a loro dire, sarebbero “morti in azione”. Domani ci sarà il rito funebre cattolico per Ardizzone, così come voluto dalla famiglia, e successiva sepoltura, una funzione alla quale il mondo anarchico sembra opporsi ma che accetta essendo una decisione dei familiari, mentre successivamente, riferiscono, “saluteremo Sara coerentemente con le…
