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"Ditegli sempre di sì". La pazzia secondo Eduardo

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Andrea Bisicchia)·23 marzo 2026 alle 03:00
ARTICOLO

L'articolo analizza l'opera teatrale 'Ditegli sempre di sì' di Eduardo, focalizzandosi sulla rappresentazione della pazzia e sul contrasto tra logica e finzione.

Protagonista di "Ditegli sempre di sì" è la pazzia, libera, però da ogni forma di concettualismo , utilizzata, da Eduardo, come mezzo drammaturgico per spingere i tempi della comicità, con virate verso il genere farsesco. Egli aveva , alle spalle, la tradizione scarpettiana che, cercava, però di riformare guardando al teatro pirandelliano. Michele, il protagonista di "Ditegli sempre di sì", è stato, per un anno, rinchiuso in manicomio, quindi, era davvero pazzo. La sorella lo aveva sempre protetto, giustificando, le sue assenze, per motivi di lavoro o per viaggi d'affari. Ritornato a contatto con la società, Michele, consapevole della passata confusione mentale, aspira alla logica, alla razionalità pura, senza filosofemi, egli crede al significato primario delle parole, prive di metafore o di sovrasensi, l'amore è amore, la morte è morte, senza doppisensi. Ha talmente sviluppato il ragionamento che, per lui, la simulazione e l'arte della finzione non esistono, al contrario di Luigi, che si ritiene un poeta, ma che è costretto a lasciare la camera di Michele che aveva preso in affitto, essendo, però, un artista, crede nella divina arte della finzione. Michele, non ritenendosi un art…

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Michele
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