"Non porto rabbia né paura nel cuore, stiamo accanto al ragazzo": la lettera della prof Mocchi dal letto d'ospedale
“La professoressa Mocchi, vittima di un attacco violento, esprime gratitudine verso chi l'ha soccorsa e riflette sul dolore e la paura vissuti, sottolineando la necessità di maggiore sicurezza nelle scuole.”
A tutti voi,
adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell’ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidarietà. Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale, ma con il cuore colmo di gratitudine.
Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi. In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare.
Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità. Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte. Agli studenti che hanno gridat…
AGI GeneraleLa docente in ospedale: "Non lasciamoci vincere dal buio. Continuerò a credere nei giovani"
La prof accoltellata e le sue prime parole dall’ospedale, la frase dedicata allo studente e il perché dietro il gesto: «Stiamogli accanto»
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Libero Quotidiano