Diritti e Società

La prof accoltellata e le sue prime parole dall’ospedale, la frase dedicata allo studente e il perché dietro il gesto: «Stiamogli accanto»

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Giovanni Ruggiero·26 marzo 2026 alle 17:51
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L'insegnante Chiara Mocchi, accoltellata da un suo studente, esprime parole di speranza e lancia un appello per una maggiore attenzione verso gli studenti in difficoltà, invitando a trasformare la sua esperienza in un'opportunità di crescita per la comunità scolastica.

Dal letto dell’ospedale, la professoressa Chiara Mocchi ha dettato una lettera senza un briciolo di odio o rancore. L’insegnante accoltellata da un suo studente 13enne a Trescore Balneario dà spazio alla speranza di poter tornare al più presto al suo lavoro: «Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere». Mocchi ringrazia chi l’ha soccorsa e assistita: «Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita. Grazie per darmi la forza di guardare avanti e soprattutto il sogno di potercela fare ancora».

«La mia ferita diventi un ponte»: l’appello della prof

Per Mocchi, la lettera è un’occasione per lanciare un appello alla sua scuola e all’intera comunità scolastica, dopo lo shock provocato dalla sua vicenda: «Questa ferita non deve diventare un muro – scrive l’insegnante di francese – ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica».

Un pensiero va anche all’alunno che l’ha colpita, di cui la professoressa non cerca di capire solo le ragioni ma ammette l’impossibilità di farlo fino in fondo: «fo…

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PERSONE
Chiara Mocchi
LUOGHI
Trescore Balneario
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