La lezione più importante della docente Mocchi, accoltellata a scuola da un alunno: “Pensate a lui”
“L'articolo riporta le parole della docente Chiara Mocchi, accoltellata da un alunno, che invita a non lasciarsi vincere dalla paura e a costruire una comunità più unita e attenta ai bisogni degli studenti.”
Le parole di Chiara Mocchi, la docente di francese accoltellata da un ragazzino di 13 anni mercoledi scorso a Bergamo, sono una lezione di grande civiltà. “So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio”, ha detto la professoressa in un messaggio pubblico, non mancando di rivolgere lo sguardo al tredicenne autore dell’assurdo gesto.
Una riflessione di grande umanità
Chiara Mocchi nella sua lettera promette di tornare a insegnare e lancia un appello indiretto anche nei confronti del ragazzino. “Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori”.
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Una lezione di autentica pedagogia…
La prof accoltellata e le sue prime parole dall’ospedale, la frase dedicata allo studente e il perché dietro il gesto: «Stiamogli accanto»
Le prime parole della prof accoltellata dallo studente 13enne: “Non ho rabbia né paura. Voglio tornare a insegnare”
E la prof ferita: "Torno a scuola. Nessun rancore, stategli accanto"
"Non porto rabbia né paura nel cuore, stiamo accanto al ragazzo": la lettera della prof Mocchi dal letto d'ospedale
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