Politica Interna

Referendum, il voto pigro dei giovanissimi: il No contro Meloni non significa risveglio civico

FONTE
Il Riformista
Luca Sablone·25 marzo 2026 alle 10:37
ARTICOLO

L'articolo critica l'interpretazione del voto referendario dei giovani come segnale di risveglio civico, sostenendo che si tratta più di una reazione contro il governo Meloni che di una partecipazione consapevole.

A urne chiuse, si ripresenta puntuale la fretta isterica con cui una parte degli analisti si lancia a sezionare il voto referendario per fasce d’età, come se da un fine settimana elettorale si potessero estrarre verità sociologiche scolpite nella pietra. Ancora più sorprendente è l’entusiasmo con cui si è parlato di «ritorno dei giovani», di nuova partecipazione, di risveglio civico. Tutto molto suggestivo. Peccato sia un’illusione.

I dati – sempre parziali e talvolta interpretati con una disinvoltura che rasenta la propaganda – raccontano che molti ragazzi si sono recati alle urne e che una quota significativa ha votato No alla riforma della magistratura. Da qui, il salto logico: i giovani tornano protagonisti. Ma davvero basta una croce su una scheda referendaria per certificare un cambio strutturale nei comportamenti politici di un’intera generazione? Domenica e lunedì non si trattava di scegliere, ma di reagire. Non c’erano programmi da leggere, candidati da valutare, visioni del mondo da confrontare. C’era una domanda secca, binaria, quasi istintiva. In questo contesto, il No di molti giovani ha assunto la forma più elementare e immediata di opposizione: dire no al governo Me…

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