Tutti i No che hanno detto i giovani (non solo alla riforma)
“L'articolo analizza il recente referendum sulle modifiche costituzionali, evidenziando le preoccupazioni dei giovani e le mancanze del governo Meloni nel rispondere alle crisi attuali.”
Il referendum sulle modifiche costituzionali che si è appena chiuso è un referendum con un’importanza decisamente maggiore di tutti i precedenti, pur sempre sulla Costituzione, che ci sono stati negli scorsi anni. Questo perché oggi, nel 2026, viviamo al crocevia di una serie di crisi gravi e convergenti mai viste prima. Le guerre, la crisi climatica, la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale con le sue conseguenze sul lavoro e sugli esseri umani. Il diffondersi di un tecno-populismo che vede uomini sempre più ricchi, tutti maschi, bianchi e quasi tutti anziani, esaltare da un lato la tecnologia nelle sue forme estreme e dall’altro aggredire i principi democratici, i diritti civili, la parità di genere, con una sconvolgente mancanza di empatia. In questo scenario, buona parte dei cittadini italiani, giustamente accompagnati da paure di ogni sorta, attraverso questo referendum chiedevano a chi li governa soprattutto una cosa. Protezione dalle guerre e dai potenti senza empatia e senza controllo, cioè gestione delle crisi. Un ampliamento delle tutele, sotto tutti i fronti: tutele pensionistiche, tutele se si fanno figli, tutele se si è malati o si aspetta per ricevere una diagnosi…
I giovani hanno trascinato il No al referendum: a sorprendermi ormai è lo stupore degli adulti
Libero Quotidiano
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