Hanno vinto i giudici, giusto pubblicare il video del 13enne e Prodi: quindi, oggi...
“L'articolo critica la deriva giustizialista della politica italiana e la gestione della sicurezza nelle scuole, evidenziando un recente episodio di violenza. Si propone anche di abbassare l'età della punibilità penale per i minori.”
- Capisco Meloni, da un punto di vista politico: mors tua, vita mea; oggi al governo serviva una scossa e soprattutto serviva evitare di lasciare un fianco scoperto alle polemiche giudiziarie. Anche perché, diciamola tutta: Fratelli d’Italia non è mai stato un partito “garantista”, ma conserva quell’indole un po’ manettara che ci fu alle origini nel MSI e che l’epopea berlusconiana ha solo in parte addolcito. Però, purtroppo, dobbiamo prendere atto del fatto che il referendum sulla riforma della giustizia ha fatto trionfare il giustizialismo. Questo Paese, che fino a ieri difendeva il principio sacrosanto secondo cui un politico indagato è innocente e quindi deve restare al suo posto fino alla condanna, almeno quella di primo grado, da oggi prenderà per la tangente la sua deriva manettara. Siamo finiti. La politica è finita.
- Adesso ridiamo. E non per il gravissimo episodio di Bergamo, dove una professoressa è stata accoltellata alla gola da uno studente di 13 anni che aveva nello zaino una scacciacani e indossava una maglietta con scritto “vendetta”. Ridiamo di malinconia perché, quando il ministro Valditara propose di mettere i metal detector in tutte le scuole dopo il caso di…

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