Economia

Nessuna catastrofe, ma il petrolio resta centrale. Clò legge la crisi iraniana

FONTE
Formiche.net
Francesco De Palo·25 marzo 2026 alle 15:13
ARTICOLO

L'articolo di Alberto Clò analizza la crisi iraniana e il suo impatto sul mercato del petrolio, evidenziando la centralità del greggio rispetto alle energie rinnovabili e le reazioni dei mercati.

Questa crisi ha evidenziato la centralità assoluta del petrolio: a fronte di rischi di scarsità di petrolio, non serve aumentare le pale eoliche o i pannelli solari perché certamente potranno contribuire, ma non in maniera cruciale. Le rinnovabili sono additive e non sostitutive del petrolio, quindi più rinnovabili servono ma non suppliscono alle eventuali scarsità di petrolio. Lo dice a Formiche.net uno dei maggiori esperti energetici italiani, Alberto Clò, economista, ex ministro dell’industria nel governo Dini e nel cda di varie società quotate (Eni, Finmeccanica, Italcementi, Iren e ASM Brescia, Atlantia, Snam) che analizza la crisi iraniana intrecciandola con il grande dibattito su gas e greggio. E indica la strada maestra: fare gli investimenti necessari per mantenere l’offerta adeguata rispetto a livelli di domanda.

Covid, Ucraina e ora Hormuz: tre crisi energetiche in cinque anni. Con quali conseguenze?

Le conseguenze sono evidentemente negative sul piano economico. Sul piano geopolitico però io sono abbastanza non catastrofista, ovvero questa crisi è la crisi in cui si è avuta sulla carta la maggior riduzione dell’offerta mondiale. Infatti si è parlato di un 20% che pass…

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