Case popolari, stop a 970 milioni per il recupero degli alloggi sfitti a causa della guerra: una strada sbagliata
“L'articolo segnala la sospensione di 970 milioni di euro per il recupero di case popolari a causa della guerra in Iran, evidenziando l'inefficacia delle politiche abitative del governo italiano e le conseguenze per le famiglie in difficoltà. La situazione mette in luce la mancanza di azioni concrete rispetto agli annunci politici.”
C’è una notizia pubblicata dalle agenzie di stampa venerdì 20 marzo che non ha avuto un gran rilievo, eppure ha la sua rilevanza. Durante un convegno di Ater Udine sulla rigenerazione urbana, Marco Buttieri, Presidente di Federcasa, federazione degli enti gestori di case popolari, ha dichiarato che a causa della guerra sarà sospeso il finanziamento di 970 milioni di euro destinati al recupero di case popolari sfitte.
Il Presidente di Federcasa si riferiva al più volte annunciato decreto legge che stanziava dal Mit 970 milioni a fondo perduto per il recupero degli alloggi sfitti. Questo il provvedimento nell’immediato che sarebbe stato sospeso per le ricadute della guerra in Iran. Quindi a causa della guerra in Iran viene rinviato a data da destinarsi un intervento improcrastinabile per le famiglie in precarietà abitativa, non certo per il governo.
Questa ferale notizia arriva in un contesto in cui le politiche abitative si fermano sempre agli annunci. Come non ricordare Meloni che dal palco di Rimini annunciava per il Piano casa lo stanziamento di 15 miliardi di euro, oppure le parole del Ministro Foti che dichiarava lo stanziamento di 8 miliardi di euro sempre per il fantomatico…

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