Economia

Pharma Usa, l’Italia attrae ma non basta. Il nodo è la strategia

FONTE
Formiche.net
Ilaria Donatio·24 marzo 2026 alle 16:32
ARTICOLO

L'articolo discute l'importanza delle imprese farmaceutiche statunitensi in Italia, evidenziando la necessità di una strategia chiara per massimizzare il loro impatto economico e occupazionale.

I numeri ci sono. La domanda, semmai, è se l’Italia abbia deciso cosa farne. Il report L’innovazione delle imprese farmaceutiche e biofarmaceutiche statunitensi in Italia – promosso dall’American chamber of commerce in Italy e presentato oggi dalla Luiss business school sul contributo delle aziende farmaceutiche statunitensi nel nostro Paese – dice che il comparto pesa su produzione, occupazione, ricerca clinica e farmaci innovativi. Ma dice anche altro: che senza una regia più chiara su regole, tempi, dati e capitale umano, l’attrattività italiana rischia di restare un vantaggio incompleto.

Il peso delle imprese Usa

Secondo il report, realizzato con il contributo non condizionante di alcuni dei principali attori del settore (AbbVie, Bristol Myers Squibb, Gilead, Incyte, Lilly, Pfizer e Vertex), nel 2024 le imprese farmaceutiche a capitale statunitense operanti in Italia hanno generato un valore della produzione superiore a 9,2 miliardi di euro, pari a circa il 16,5% del totale del valore della produzione farmaceutica nazionale. Nello stesso anno l’occupazione diretta ha raggiunto circa 11.400 addetti, con una crescita di circa il 20% rispetto al 2015. Se si guarda all’effetto co…

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PERSONE
Matteo Caroli
ENTI E ISTITUZIONI
American chamber of commerce in Italy
Luiss business school
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