Politica Interna

Il campo largo? È già pieno di mine tra veti incrociati e il nodo primarie

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Giuseppe Alberto Falci)·24 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza la vittoria del No in un referendum e le reazioni dei leader del campo largo, evidenziando le sfide politiche future e le primarie nel Pd.

Un minuto dopo la prima proiezione che certifica la vittoria del No, non di corto muso ma di quasi 8 lunghezze di scarto, i telefoni degli altissimi dirigenti del campo largo esplodono. Il No vince, convince e si prepara alla grande sfida delle elezioni politiche del 2027. La santa alleanza a difesa della Costituzione, trainata dalla mobilitazione di magistrati, Cgil, artisti e gran parte dell'intellighenzia di sinistra, sbanca al bottino elettorale. E si precipita in piazza a festeggiare: Maurizio Landini in versione capo popolo e leader ombra del campo largo, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli in quota sinistra-sinistra, Elly Schlein con i galloni della candidata premier in pectore e Giuseppe Conte pronto a rovinare la festa alla segreteria del Pd. Grande assente Matteo Renzi che poco prima ha dichiarato: "Fare subito le primarie per scegliere il leader".

È un giorno di festa in casa Pd, M5S e Avs. "Cominciamo ad abituarci alle buone notizie" si lascia scappare Elly Schlein. Una vittoria piena, larga. Rincarano la dose dalle parti del M5S: "Si apre una nuova stagione". Maurizio Landini, segretario della Cgil e secondo molti il vero motore della campagna referendaria del No, è un…

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