Economia

Impennata di contratti sul prezzo del petrolio pochi minuti prima del post di Trump sulla tregua con l’Iran. I sospetti

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione Economia·24 marzo 2026 alle 12:29
ARTICOLO

L'articolo analizza movimenti sospetti nel mercato petrolifero avvenuti poco prima di un annuncio di Trump sulla tregua con l'Iran, sollevando interrogativi su possibili pratiche di insider trading.

Chi ci ha guadagnato? Pochi minuti prima che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciasse lunedì il rinvio per cinque giorni degli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, i trader hanno piazzato scommesse per centinaia di milioni di dollari sul mercato petrolifero. Movimenti anomali che alimentano sospetti di insider trading. Ovvero, che chi ha comprato e venduto avesse informazioni riservate che gli hanno consentito di lucrare sulla presunta tregua, peraltro subito rotta secondo Teheran che ha denunciato nuovi raid su impianti del gas. Ipotesi che fanno il paio con l’accusa lanciata a caldo dal presidente del parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf, che – smentendo negoziati con gli Stati Uniti – ha parlato di “notizie false utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”.

Secondo il Financial Times, tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, appena quindici minuti prima del post di Trump su Truth Social in cui elogiava i colloqui “produttivi” con Teheran, sono stati scambiati circa 6.200 contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate per un valore nomin…

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