Trump fa insider trading? La guerra in Iran e l’ombra dei giochetti con la Borsa
“L'articolo analizza il sospetto di insider trading legato alle decisioni di Donald Trump riguardo alla guerra in Iran e alle conseguenze sul mercato del petrolio, evidenziando pratiche illegali che alterano la trasparenza del mercato.”
Il rapporto di Donald Trump con la Borsa è da sempre borderline, visti i numerosi interessi finanziati dell’inquilino della Casa Bianca, uomo d’affari prima che presidente degli Stati Uniti, e le possibili ripercussioni a Wall Street (e non solo) di ogni sua singola decisione. Come ha evidenziato il Financial Times, poco prima dell’annuncio da parte di Trump del rinvio degli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane – in virtù di «discussioni costruttive», poi smentite da Teheran – investitori non identificati hanno venduto contratti sul petrolio per un controvalore di 580 milioni di dollari, per poi ricomprarli a un prezzo inferiore dopo che la notizia aveva causato un crollo delle quotazioni del greggio. Insomma: o qualcuno ha fatto soldi grazie a un incredibile colpo di fortuna, oppure era in possesso di informazioni privilegiate.
I movimenti del 23 marzo sono stati anomali per volume e tempistica
Aleggia così il sospetto di insider trading, cioè la compravendita di titoli da parte di soggetti che, grazie alla loro posizione lavorativa o societaria, sono venuti in possesso di informazioni riservate, non ancora pubbliche. Si tratta di una pratica illegale, perché a…
Impennata di contratti sul prezzo del petrolio pochi minuti prima del post di Trump sulla tregua con l’Iran. I sospetti
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Repubblica Esteri