La guerra in Iran è un vicolo cieco geopolitico per Trump: a farne le spese è la credibilità del sistema Usa
“L'articolo critica la gestione della guerra in Iran da parte di Trump, evidenziando le contraddizioni tra le sue promesse elettorali e la realtà geopolitica. Si sottolinea come la strategia americana sia inadeguata rispetto alle nuove dinamiche del XXI secolo.”
Ormai stiamo scivolando nell’assurdo. Da un lato, Trump brandisce la minaccia nucleare contro South Pars, il cuore pulsante del gas iraniano, promettendo distruzione totale; dall’altro, il suo stesso Segretario al Tesoro vaglia l’ipotesi di allentare le sanzioni per placare i mercati. Questa è la guerra di Trump in Iran: un conflitto schizofrenico che si combatte su due fronti opposti, dove il nemico da abbattere e il prezzo del carburante da calmierare sono diventati la stessa identica variabile.
Non è solo una contraddizione logistica, è la fotografia di un vicolo cieco geopolitico. Il presidente si è infilato in una tenaglia dalla quale è quasi impossibile uscire indenni. Da una parte c’è la promessa fatta agli elettori, il patto fondativo della sua seconda presidenza: niente nuovi conflitti, benzina a buon mercato, disimpegno dalle paludi mediorientali. Dall’altra, la realtà di una rappresaglia iraniana che ha preso di mira non basi militari, ma il sistema nervoso dell’economia globale: le infrastrutture energetiche del Golfo. E in questo cortocircuito, la razionalità economica del mondo occidentale si è inceppata.
L’errore fondamentale dell’amministrazione Trump è stato di n…
Pazzia si somma a pazzia. Dalla guerra in Iran guadagna solo Israele e l’Europa resta a secco
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