Giustizia

Referendum, Pisapia e Parisi ci mettono la faccia (e votano Sì): lezione di garantismo alla sinistra

FONTE
Il Riformista
Biagio Marzo·21 marzo 2026 alle 09:56
ARTICOLO

L'articolo analizza il referendum sulla riforma della magistratura, evidenziando le divisioni politiche e le posizioni di figure come Pisapia e Parisi che sostengono il Sì, in contrasto con la maggior parte della sinistra.

«Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra». Lo disse Piero Calamandrei, e raramente quella frase è apparsa così attuale come oggi. Domenica e lunedì gli italiani saranno chiamati a esprimersi su un referendum sulla riforma della magistratura.

Nella realtà dei fatti, si è trasformato in tutt’altro: una battaglia politica tra il fronte del Sì e quello del No, una resa dei conti sul modello di giustizia e, più in generale, sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. Il Sì punta a portare a compimento tre nodi storici: la separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici ministeri, il doppio Csm con selezione anche tramite sorteggio e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Temi che affondano le radici nella tradizione del garantismo liberale e socialista. Eppure, proprio quella sinistra che per decenni ha rivendicato tali princìpi, oggi si presenta in larga parte schierata per il No. A guidare realmente questo fronte non sono tanto i partiti quanto l’Associazione nazionale magistrati, che si è assunta un ruolo politico pieno, scendendo direttamente in campo. Una scelta che solleva una questione di fondo: può, in un ordinamento fond…

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Piero Calamandrei
Giuliano Pisapia
Arturo Parisi
ENTI E ISTITUZIONI
Associazione nazionale magistrati
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