Giustizia

La riforma che sfida il peccato originale e può liberare l’Italia dall’ubriacatura manettara

FONTE
Il Riformista
Claudio Velardi·21 marzo 2026 alle 08:40
ARTICOLO

L'articolo difende la recente campagna elettorale e la necessità di una riforma della giustizia, sottolineando l'importanza di discutere i fondamenti dello Stato di diritto in Italia.

Puntuali come le tasse e prevedibili come il traffico del rientro, da giorni sono in azione le vestali del “signora mia, che brutta campagna elettorale, la peggiore che si ricordi”. Sono gli opinionisti col colletto inamidato, i giornalisti che si annoiano per darsi un tono, i maître à penser da salotto televisivo che devono sputare per contratto sul dibattito pubblico. Lo ripetono a pappagallo a ogni elezione, con la solita aria schifata, come se la democrazia fosse un pranzo di gala rovinato da commensali troppo rumorosi.

Bene, lasciamoli sbadigliare nei loro tinelli. La verità, là fuori, dove ci sono le persone vere, è diametralmente opposta. Quella che abbiamo vissuto è stata una campagna elettorale bella, vera, certo ruvida. Ma, soprattutto, necessaria. Siamo usciti dalla Grande Ipocrisia: per la prima volta da decenni, questo Paese è stato costretto a guardarsi allo specchio e a discutere dei fondamenti stessi dello Stato di diritto. Non di beghe di cortile, non di bonus elettorali, ma dell’architettura della nostra libertà. Aver portato al centro della scena il tema della giustizia, aver chiesto ai cittadini di schierarsi, di informarsi, di capire cosa significhi avere un g…

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