Un No deciso all’indecenza. Le menzogne del governo (e dei suoi fiancheggiatori) non pagano
“L'articolo esprime una forte opposizione alla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni, evidenziando le menzogne e le manipolazioni politiche che la circondano.”
di Riccardo Bellardini
Una fredda primavera sferza lo Stivale, e un’irruzione artica potrebbe riportare la neve fin sulla bassa collina. Ma per l’Italia, l’Italia silenziosa, popolo indomito, oggi è tempo di rifiorire, sull’onda di un tepore che fa sembrar calda pure quest’aria gelata. L’Italia silenziosa, che s’è risvegliata, e ha urlato un No potente. Un No all’indecenza. Un No alla storpiatura della Costituzione, di cui il popolo è ancora innamorato.
Un No a Giorgia Meloni, al suo governo in prima linea per la riforma della giustizia, trainata dagli slanci alcolici di Nordio, benedetta da Licio Gelli e Silvio Berlusconi in paradiso, dalla figlia Marina sulla terra, dal delfino Tajani, conducente impacciato di quella nave che veleggia tra sogni d’impunità, chiamata Forza Italia, checché ne dica Mulè, questa è una gran batosta, soprattutto per gli azzurri.
La riforma che aveva tra gli alfieri i giornali, fiancheggiatori instancabili della Premier, più la Rai ormai granitica televisione della maggioranza al potere, inondata dai soliloqui dell’agguerrita Giorgia, spacciati per interviste. Un coro di affabulatori che si avvaleva di sondaggisti sublimi, pronti a lanciarsi in impro…
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TPI - The Post Internazionale
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