Il patto dello status quo: il fronte del No ha vinto per farsi legare mani e piedi
“L'articolo critica la gestione della riforma della magistratura da parte del governo Meloni, evidenziando come la sconfitta del 'Sì' al referendum rappresenti un'occasione persa per un'Italia più giusta e moderna.”
Ci vuole coraggio per decidere di governare davvero. E non vivacchiare. Giorgia Meloni e la sua compagine, con la riforma costituzionale della magistratura, lo hanno dimostrato. Si poteva scegliere di stiracchiare la stagione delle scelte tanto attese da decenni, auspicando fantomatiche congiunture internazionali più favorevoli. O fare come altri in passato: pilota automatico azionato in modalità “vincolo esterno”. E invece no: premier e governo hanno voluto proseguire, come da programma elettorale sublimato dal voto degli elettori. Di procedere anche dove nessuno aveva osato: con la revisione, come Costituzione richiede, del sistema giudiziario. Nel frattempo – in alcune sue appendici organizzate e/o ideologizzate – divenuto casta, pericoloso contropotere politico e attore militante. A proposito: a fugare i più lenti e dubbiosi sulla deriva ci hanno pensato ieri i “Bella Ciao”, ben poco imparziali e di “garanzia”, intonati dai magistrati nella saletta dell’Anm all’interno nel Tribunale di Napoli.
Con la riforma Nordio non è andata come ci si aspettava. «Occasione persa», ha spiegato con sincerità la premier, non tanto e non solo per la maggioranza e l’esecutivo ma per chi si augu…
Referendum, chi ha vinto e chi ha perso
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La vittoria di Pirro del campo largo: votare No e diventare conservatori. Il paradosso italiano, indignazione per Tortora e Palamara ma niente Sì alla riforma
TPI - The Post Internazionale
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