A 50 anni dalla dittatura in Argentina, mancano ancora all’appello i desaparecidos
“L'articolo analizza il cinquantesimo anniversario del colpo di Stato in Argentina, evidenziando le conseguenze della dittatura e le lotte per i diritti umani che ne sono seguite. Viene sottolineata l'importanza storica e le connessioni con l'Italia.”
Il 24 marzo 2026 segna il 50esimo anno dal colpo di Stato militare avvenuto in Argentina, passato sotto il nome ufficiale di Processo di riorganizzazione nazionale. Come in occasione del golpe cileno dell’11 settembre 1973, l’eco suscitata in Italia è stata vasta per la preminenza dell’Argentina nel continente sudamericano e per le comuni radici che legano i due Paesi.
Anche nel secondo dopoguerra, la democrazia in Argentina attecchisce a fatica, soffocata prima dalla presidenza di Juan Domingo Peron (1946-1955) poi dal golpe del 1966, Revolución argentina, che depone con il favore dei ceti medi il presidente Arturo Umberto Illia che si era distinto per le leggi sul salario minimo e sulla campagna per l’alfabetizzazione, destinando all’istruzione il 23% del bilancio nazionale. Il golpe del 1966 produce una dittatura lunga sette anni che segna profondamente la società argentina, la radicalizza e immiserisce i ceti popolari. Contro il regime, dal 1968, agisce l’Ejército revolucionario del pueblo di marca trockista e dal 1970 prende corpo il movimento armato dei Montoneros, congiunzione tra frange del cattolicesimo sociale ed elementi della sinistra peronista.
Il ritorno della democ…
Torture, sparizioni, furto di bambini: la dittatura di Videla, nata 50 anni fa, fu terrorismo di Stato
Argentina, 50 anni fa il golpe di Videla e la tragedia dei desaparecidos
Repubblica Esteri