Lavoro

L’Italia sta diventando un Paese con pochi lavoratori e molti anziani

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Stefania Bandini·25 marzo 2026 alle 03:45
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L'articolo discute l'invecchiamento della popolazione in Italia e le sue implicazioni sul mercato del lavoro, evidenziando un futuro difficile con un numero crescente di anziani rispetto ai lavoratori.

La trasformazione demografica globale trova nel lavoro il campo in cui i suoi effetti diventano più immediati e sistemici, con conseguenze dirette sull’economia e sulla sostenibilità dei sistemi di welfare. Entro il 2050 gli over-65 nel mondo arriveranno a 1,6 miliardi, pari a circa il 16 per cento della popolazione, per raggiungere i 2,2 miliardi entro gli anni Settanta di questo secolo, quando a livello globale gli over-65 supereranno gli under-18: l’Italia è, come detto, tra i Paesi più esposti.

La conseguenza è una riduzione della popolazione in età lavorativa e un peggioramento dei rapporti di dipendenza: in Europa si è passati da quattro lavoratori per ogni anziano nel 2000 a meno di due attesi entro il 2050. In Italia il rapporto di dipendenza attorno al 2050 sarà di circa 1,59 lavoratori per ogni anziano, dunque difficilmente sostenibile.

Queste dinamiche stanno già modificando il mercato del lavoro. Nell’UE la partecipazione degli occupati 55-64 anni è cresciuta in modo rilevante: nel 2023 circa 39 milioni di europei in questa fascia di età erano occupati, su una forza lavoro coetanea complessiva di circa 41 milioni. Nel 2024 il tasso di occupazione dei lavoratori anzia…

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