Ci manca la fantasia. Martedì servirà di più
“L'articolo analizza le prestazioni della nazionale italiana di calcio in vista di una partita contro la Bosnia, evidenziando la mancanza di fantasia nel gioco attuale rispetto al passato.”
Quello che un tempo fu il nostro tesoro, oggi è diventata merce rarissima. Dai mostri di un calcio fa, Rivera e Corso per citare soltanto qualche mammasantissima, fino ai Pirlo e Totti, esponenti di punta dell'ultimo Mondiale vinto nel 2006, tecnica raffinata abbinata alla fantasia furono le virtù indispensabili per raggiungere celebri traguardi. Oggi questa Nazionale in viaggio verso la Bosnia per superare il secondo ostacolo lungo la rotta mondiale, ha caratteristiche molto diverse che discendono direttamente dalla piega che il calcio italiano ha assunto negli ultimi decenni. E cioè tattica esasperata, corsa relativa, tecnica appena decente ma zero fantasia. Così si spiega quel primo tempo di Bergamo piatto e inconsistente, con un lento e scontato palleggio orizzontale, senza spunti degni di rilievo poi parzialmente riscattato dalla ripartenza orgogliosa della seconda frazione nata sulla spinta di uno strafalcione irlandese (che spreco quello di Retegui tra i meno brillanti della compagnia azzurra) e valorizzata dalla stoccata dal limite di Tonali che, non a caso, è uno dei migliori, dei più efficaci del centrocampo scolastico interpretato da Locatelli e Barella. Si coglie al vol…
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